Patitucci: “Un lenzuolo bianco per tutelare la salute dei cittadini”


Brescia, 7 febbraio 2011 – Ho iniziato la mia battaglia contro l’inquinamento di Brescia e in particolare nella zona di San Polo, dove io stesso abito, già nel 2003.
Già allora lamentavo uno scarso interesse istituzionale ai problemi di inquinamento derivanti dalle emissioni dell’Alfa Acciai.
Per questo nel 2004 ebbi modo di riferire quanto riportato dalla stampa, e cioè le accuse ai partiti di maggioranza e di minoranza, presenti in Consiglio Comunale, di non far niente, perché quasi tutti avevano avuto la campagna elettorale sovvenzionata dai vertici dell’Alfa Acciai. Ancora oggi nessuno ha avuto niente da ridire su queste mie affermazioni.
Con l’insediamento della Giunta del Sindaco Paroli, dopo la pubblicazione dell’Arpa dei dati sul PCB e Diossina rilevati nelle vicinanze dell’Alfa Acciai, presentai una interrogazione accusando il Sindaco Paroli, come avevo fatto già nel 2004 anche con il Sindaco Corsini, di non fare niente, alimentando ancora di più i miei sospetti che le accuse riportate dai giornali sui finanziamenti ai partiti durante la campagna elettorale, molto probabilmente corrispondessero al vero.
Riporto una parte del mio intervento in Consiglio Comunale durante la discussione
dell’interrogazione sul PCB e la Diossina rilevati nelle vicinanze dell’Alfa Acciai:
PATITUCCI: “Assessore la ringrazio della risposta che mi ha dato, ma era una risposta già scontata. Il dubbio rimane. Uno: perché l’ARPA e la Provincia per mesi non hanno dato notizia dei risultati? Poi altro: il Comune e l’osservatorio permanente sull’Alfa Acciai sono o non sono stati informati sul pericolo che correva la popolazione?
Io non vorrei pensare male, ma a volte a pensar male si indovina.
Ho il sospetto che con questo ritardo si sia voluto dare tempo all’Alfa Acciai per poter mettere a posto qualcosa che non andava. Voglio ricordare che a Trieste nel 2004 la Magistratura ha chiuso le acciaierie Lucchini proprio per disastro ambientale. E qui non mi sembra che l’Alfa Acciai sia meno inquinante. L’Alfa Acciai, già nel 97 è coinvolta in un caso di inquinamento radioattivo, inoltre non dimentichiamo che Alfa Acciai è stata condannata ad un anno e due mesi e ad un’ammenda di 14 mila euro dal Tribunale di Brescia per reati ambientali commessi tra il 2003 e il 2004. Leggo la sintesi dell’accusa a carico della società. “Gestione disinvolta del rottame utilizzato come materia prima per la lavorazione, che è stata considerata pericolosa per la salute
dei cittadini del territorio circostante, perché toccato senza cautele, né controlli, mentre i fumidella frantumazione erano immessi nel camino del forno e dispersi nell’area, senza filtro. Inoltre il rumore, il fumo e le polveri sono stati considerati dannosi per i residenti”.
La recente iniziativa dell’Arpa, che ha posizionato alcuni deposimetri in differenti zone della città inizia a fornire le prime preoccupanti certezze. La presenza delle sostanze nocive, PCB in particolare, davanti allo stabilimento di via San Polo è in concentrazioni anche 200 volte superiori rispetto alle altre zone della città. Questo studio è stato approfondita dai ricercatori del Politecnico di Milano, i quali hanno accertato che il 99% delle emissioni di Pcb e diossine nell’aria sono prodotte direttamente dall’acciaieria. Tutto questo è il risultato dell’immobilismo della politica bresciana.
Oggi ho posizionato un lenzuolo bianco sotto le finestre della mia abitazione, di fronte
all’Alfa Acciai. Rimarrà appeso per 30 giorni fino al 7 marzo, poi verrà fatto analizzare e sarà consegnato al Sindaco insieme ad un esposto denuncia, per non aver tutelato la salute dei cittadini.
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