SPERIMENTAZIONE NUOVA CURA SCLEROSI MULTIPLA CON METODO ZAMBONI, IN LOMBARDIA C’E’ UN COMITATO. SOLA (IDV): “LA SUA COMPOSIZIONE NON E’ GARANZIA DI IMPARZIALITA’, I MALATI MERITANO PIU’ TRASPARENZA ”.
In programma una seduta della commissione sanità dedicata al tema
Milano, 21 giugno 2011 – Oggi l’assessore alla sanità Luciano Bresciani ha risposto all’interrogazione del consigliere regionale Gabriele Sola (Idv) in cui si chiedeva conto dei motivi alla base della revisione dei progetti di sperimentazione in Lombardia per la cura chirurgica della CCSVI. Questa innovativa modalità di correzione permetterebbe in alcuni casi di arrestare i sintomi della sclerosi multipla come sostenuto da Paolo Zamboni, chirurgo ferrarese che ha messo a punto l’omonimo protocollo.
La Regione, a gennaio, si era impegnata davanti allo stesso Zamboni a far partire la sperimentazione in alcune strutture sanitarie.
“Dopo quell’audizione – spiega Sola – più niente. Troppi malati stanno aspettando di sapere se il protocollo Zamboni è efficace o meno, e non possiamo perdere tempo. Apprezziamo che oggi Bresciani ci abbia confermato l’interesse di Regione Lombardia in materia, ma non basta. La sperimentazione va portata avanti nella massima trasparenza e con le maggiori garanzie possibili di imparzialità. A questo proposito non condividiamo assolutamente la nomina del comitato di medici a cui fa capo l’iter di sperimentazione nella nostra regione”.
Nella fattispecie Sola attacca la composizione del coordinamento “che è fatto solo di neurologi quando sappiamo che il metodo Zamboni prevede l’affiancamento al neurologo di un vascolare. Allo stesso modo, non ci convincono né il metodo né i criteri di selezione, che non sono stati esplicitati in Commissione”.
“A pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca – prosegue Sola –. Il sospetto è che questo comitato non sia nella condizione di esprimere una valutazione davvero oggettiva, vuoi per l’impostazione scientifica degli esponenti che ne fanno parte vuoi per l’appartenenza di numerosi di essi a strutture notoriamente in disaccordo con Zamboni, e che ritengono (magari per interesse diretto) il tradizionale trattamento farmacologico l’unica cura alla sclerosi”.
La presidente della commissione sanità, Margherita Peroni, ravvisando la necessità di approfondire ulteriormente un tema così importante ed urgente per migliaia di malati nella nostra regione, ha promesso la convocazione di una seduta dedicata al tema prima della pausa estiva.
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